La piccola tregua.

La tregua di Natale durante la Prima Guerra Mondiale è ormai famosa, e rappresenta un bell’esempio di umanità anche nelle orribili condizioni della guerra di trincea.

Questo tipo di tregua però non ebbe seguito dopo il 1914, e come poteva averne?

La guerra che venne dopo quella del ’14-’18 causò decine di milioni di morti in più, devastò un continente e culminò con l’invenzione di armi che, tutt’ora, possiedono il potere distruttivo sufficiente a distruggere il mondo varie volte.

Tuttavia, anche nel peggiore dei conflitti, c’è un piccolo bagliore di umanità.

L’offensiva nelle Ardenne

Nel 1944, la Germania nazista era con le spalle al muro.

Le armate sovietiche premevano ad est, avendo completamente riguadagnato l’iniziativa, mentre gli anglo-americani risalivano la penisola italiana liberando Roma il 5 giugno del 1944, e sbarcando in Normandia il giorno dopo.

A dicembre, la Francia era ormai essenzialmente liberata, e il comando congiunto anglo-americano progettava lo sfondamento della linea Sigfrido per entrare in Germania.

Tuttavia, gli Alleati occidentali peccarono di presunzione, sottovalutando le forze tedesche e la loro capacità offensiva.

Un brusco risveglio lo ebbero quando, il 16 dicembre del ’44, partì l’operazione Wacht am Rhein (Guardia sul Reno, nome scelto per far pensare a un’operazione difensiva).

Nelle Ardenne, i tedeschi sfondarono il fronte alleato in vari punti, penetrando in profondità e infliggendo pesanti perdite di uomini e mezzi al nemico, addirittura accerchiando le forze americane a Bastogne.

Soldati americani fatti prigionieri nei primi giorni dell’offensiva tedesca nelle Ardenne.

Il panico si sparse rapidamente fra le file alleate, anche a causa dell’uso da parte tedesco di unità infiltrate camuffate da americani, e si arrivò a temere uno sfaldamento della linea alleata e la caduta dei porti sul Mare del Nord (come Anversa), vitali per i rifornimenti alleati.

In questa situazione tragica, in cui gli anglo-americani combatterono con determinazione contro i tedeschi (e quasi senza supporto aereo, a causa di un clima terribile), si verificò un piccolo ma commovente episodio, nella foresta di Hurtgen.

Visite inaspettate

A pochi chilometri dal confine belga, nella foresta di Hurtgen, tre soldati americani persi e feriti (uno gravemente) trovarono una piccola casupola in cui trovare riparo e ristoro, la notte di Natale.

La casupola era occupata da Elisabeth Vincken e suo figlio dodicenne, Fritz.

I Vincken si erano trasferiti lì, dopo aver visto la loro casa distrutta da un bombardamento su Aachen, mentre il capofamiglia Hubert rimase vicino al confine tedesco, lavorando però in Germania, e visitandoli quando possibile.

I soldati americani, bussarono alla porta.

Elisabeth, preoccupata, spense tutte le candele e aprì la porta, vedendo i tre americani davanti a lei.

Gli americani, armati fino ai denti, avrebbero potuto semplicemente sfondare la porta e occupare la casupola, ma non lo fecero, e furono accolti da Elisabeth, la quale riuscì a malapena a comunicare in un pessimo francese.

Rapidamente, Elisabeth organizzò un pasto, per aiutare quelli che in fin dei conti non erano altro che tre ragazzi, mandando Fritz a prendere il gallo che finora avevano risparmiato, in attesa del capofamiglia Hubert.

Se la vicenda fosse finita qui, già sarebbe stato un eccezionale esempio di umanità, visto che la pena per chi si fosse azzardato ad ospitare soldati nemici era la morte, ma la vicenda non finì così.

La Notte Santa

Mentre il gallo (chiamato Hermann, in “onore” di Hermann Goering) veniva arrostito assieme a poche patate, qualcuno bussò alla porta.

Fritz aprì la porta, pensando fossero altri americani persi, ma invece erano quattro tedeschi, anche loro ovviamente armati fino ai denti.

Elisabeth, bianca di paura, uscì e chiuse la porta dietro di se, e parlò con un giovanissimo caporale.

Dopo qualche convenevole, i tedeschi chiesero di entrare per riposare e mangiare, ed Elisabeth disse che sarebbero stati i benvenuti, ma c’era altra gente nella casupola.

Il caporale chiese se si trattasse di americani, ed Elisabeth non potè fare altro che annuire e spiegare che anche loro erano stanchi, e avevano dei feriti.

Tuttavia, in uno scatto di autorità, Elisabeth si fece forza e aggiunse:

Es ist Heiligabend und hier wird nicht geschossen.”

“Questa è la Notte Santa, e qui non ci saranno sparatorie.”

Il caporale, stupito, accettò e si disarmò assieme ai suoi soldati, dopo l’insistenza di Elisabeth, la quale mandò il figlio a prendere le armi americane per impilarle accanto a quelle tedesche.

La cena di Natale

La serata, piena di ovvia tensione, passò in fretta.

Il cibo e il calore umano cominciarono a rasserenare, per quanto possibile, l’atmosfera e uno studente in medicina fra i tedeschi visitò l’americano ferito gravemente, consigliandogli di riposare, vista l’emorragia che aveva subito.

A ora di cena, mentre Elisabeth pregava prima di iniziare a mangiare, Fritz notò che sia i tedeschi che gli americani erano in lacrime.

Due tedeschi avevano 16 anni, il caporale appena 23.

La mattina seguente, sul tardi, i tedeschi indirizzarono gli americani verso le loro linee (donandogli una mappa e una bussola), e li dissuasero dal provare a raggiungere Monschau, visto che la città era caduta in mani tedesche il giorno prima.

I nemici si strinsero la mano, ripresero le armi, e si incamminarono in direzioni opposte.

La tregua era finita.

Epilogo

La famiglia Vincken sopravvisse al conflitto, Hubert e Elisabeth morirono rispettivamente nel 1963 e 1966.

Fritz in particolare si sposò nel 1958 e si trasferì nelle Hawaii, dove si fece fornaio, e fondò la Fritz’s European Bakery, ottenendo anche la cittadinanza americana.

Negli anni, cercò sempre di trovare i soldati che incontrò quella notte del ’44, ma non ci riuscì mai, anche con l’aiuto del Presidente Reagan, che menzionò la vicenda come esempio di riconciliazione nel 1985.

Nel 1995 però ci fu una svolta inattesa.

Il programma televisivo Unsolved Mysteries pubblicò la storia di Fritz e si scoprì che un uomo a Frederick, Maryland, raccontava la stessa storia da anni, in una casa di riposo.

Ralph Blank, a sinistra, e Fritz Vincken, a destra, nel 1996.


Così, nel gennaio del 1996, Fritz raggiunse il Maryland e si riunì con  Ralph Blank, l’americano a cui il caporale tedesco aveva regalato la bussola e la mappa, conservate da Ralph come reliquie.

Un’altro americano sarà trovato da Fritz negli anni successivi, ma nessun tedesco.

Nel 2001, l’8 Dicembre, Fritz morì, a quasi 58 anni esatti da quella notte del ’44, mentre Ralph Blake morì il 21 Maggio del 1999.

Buon Natale a tutti.

Blackworth
Nerd inguaribile, appassionato di storia, militare e non, armi e politica.

Ma ho anche dei pregi.
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