Lascia o raddoppia?

I miei genitori hanno raddoppiato. Il risultato della loro scommessa siamo mia sorella ed io: gemelle.

Ci sono due tipi di gemelli: monozigoti (o monovulari ) e dizigoti  (o biovulari). Questi ultimi, tanto per semplificare, sono semplicemente fratelli concepiti nello stesso momento. Possono essere di sesso diverso e, proprio come i fratelli, non somigliarsi nemmeno un po’. Interessanti ma non troppo.

Discorso totalmente diverso sono i gemelli monozigoti o identici. Mia sorella ed io siamo  gemelle identiche, addirittura monocoriali dal momento che abbiamo condiviso anche la stessa placenta. Nate a brevissima distanza un dall’altra. Mi raccontano che l’espressione di papà fu memorabile perché un conto è sapere che eravamo in due là dentro, altro sarà stato vederci fuori.  Belle e uguali che più non si potrebbe nemmeno se ci avessero disegnate. Le star indiscusse del reparto maternità.

Tutto molto affascinante, in realtà meno divertente di quel che si pensa. I miei genitori hanno dovuto affrontare diverse difficoltà. Ultima, ma non ultima, quella di farci capire di essere due elementi distinti e non una entità unica. Siamo tutt’ora unite da un legame che non si può facilmente spiegare. Lessi anni fa un libro che, tra l’altro, parlava di gemelli. Non un grande capolavoro, ma nella narrazione la nascite “al paio” erano la normalità e i nati singoli la grande rarità (ricordo a tutti che le gravidanze gemellari come la mia sono meno del 2%). Bene, in questo tomo, I lupi del calla di S. King, i gemelli erano “legati” psicologicamente da una sostanza che un gruppo di loschi figuri estraeva dal loro cervello per scopi tutt’altro che pacifici. Non c’è evidenza scientifica di questa sostanza, eppure noi la “sentiamo”. è una sorta di telepatia silenziosa che mi avvisa, ad esempio, se mia sorella sta tornando a sorpresa. Mille sono gli episodi che potrei citare ma sono sicura che non interessano.

Siamo identiche che più non si potrebbe, a parte alcune cicatrici poco visibili. Questo ha sempre portato un mare di chiacchierare e domande. Immaginate a parti ribaltate, come nel libro, persone che continuamente vi osservano e vi chiedono come ci si sente ad essere nati singoli. E qui nasce un’altra questione. Siamo abituati a pensare di essere unici, diversi da tutti. Per noi non è così, condividiamo persino lo stesso DNA quindi non ci possiamo definire uniche (una delle cose che differenzia i gemelli del mio tipo è l’impronta digitale, che è simile ma non uguale). Se non è l’unicità a poterci contraddistinguere, cosa è?

Pur avendo ricevuto la stessa educazione caratterialmente siamo molto diverse. Per una sorta di strana compensazione abbiamo sviluppato abilità diverse, opposte si potrebbe dire. Dove io sono “debole” lei eccelle e viceversa. Io compongo i discorsi ma è lei a parlare in pubblico se serve. Io ho una mira fenomenale ma era lei che individuava le prede (paese di cacciatori). Così, nel tempo, siamo diventate ancora più forti nei nostri lati forti e più deboli in quelli deboli, al contrario di quello che comunemente accade nei nati singoli. Siamo diversamente uniche. Non so, come lei, pensare alla vita senza mia sorella e questo è un problema, dal momento che ne combina una al minuto.  La odio perché è la parte di me stessa che non mi piace, la parte vanitosa, leziosa, quella senza morale, la parte randagia. Eppure, in egual misura, se non più, la amo perché è la mia parte disobbediente, quella della birra alle 3 del mattino, quella che mi fa amare il rock, la parte con i tacchi alti. Divise ma mai separate, tutt’ora viviamo sullo stesso pianerottolo, uniche ma uguali. Non per i bambini però, incredibilmente, loro ci distinguono senza fallo. Mai mia nipote mi ha chiamata mamma. Potenza dei bimbi.

Nel corso degli anni abbiamo partecipato a numerosi raduni di gemelli identici e non tutti sviluppano un rapporto così simbiotico. Sono però molti di più quelli particolarmente uniti che gli altri. Non è facile prendere le distanze da un individuo uguale identico a te.

Chiudo ringraziando i miei genitori. Hanno avuto una pazienza ed un coraggio al di sopra della media. Non saprò mai, anche se li immagino, i pianti e i litigi che siamo loro costate. Non sono riusciti del tutto nel loro intento di separarci per renderci uniche e indipendenti ma al diavolo,  jeans attillati e stivali stasera che si va ad un concerto!  La birra la offre mia sorella.

Giorgia